I geloni, quando le mani sono fredde e il cuore caldo: cosa sono, come si curano!
Il detto “mani fredde cuore caldo” racchiude un paradigma filogenetico fondamentale per gli esseri a sangue caldo come l’uomo, che devono assicurare l’omeostasi, la stabilità termica, degli organi vitali.
Con le basse temperature, abbiamo normalmente le mani fredde per assicurare il buon funzionamento del cuore, dei reni, del fegato e degli organi interni che, se raffreddati o surriscaldati, funzionerebbero male.
L’organismo, che è saggio decisore, sacrifica il guscio (la pelle) per salvare la polpa (organi). Al contrario, quando le temperature sono elevate, le mani e la pelle in genere sono calde. Insomma, la pelle funziona da radiatore e il sangue da liquido conduttore nel delicato equilibrio della termoregolazione.
Quando la termoregolazione "sbaglia"
Se però ci sono “errori di fabbricazione”, danni arrecati dall’inclemente tempo o sventurati agenti patogeni, si manifestano i disturbi definiti in “medichese” con il nome di acrosindromi o angioneurosi: sindromi e disturbi delle estremità, o disturbi vascolari del microcircolo dovuti a un alterato controllo da parte del sistema nervoso.
I Geloni (Perniosi)
I geloni, con prurito, arrossamento, gonfiore, freddo alternato a bruciore delle dita, sono il più frequente e conosciuto disturbo tra le acrosindromi. Classicamente si manifestano in giovani donne, più spesso nella fase pre-adolescenziale, dall’inizio dell’inverno fino al ritorno del primo caldo.
E’ un disturbo fastidioso ma benigno, che colpisce per lo più le dita dei piedi e delle mani; può interessare anche il naso, l’orecchio e tutte le aree periferiche del corpo. Il più delle volte autolimitante, può arrivare ad evolvere in placche o bolle bluastre fino a piccole lesioni ulcerative molto dolorose.
Disturbi correlati
Cugini dei geloni sono l’acrocianosi (colorito cianotico bluastro più o meno permanente delle dita) e la livaedo (chiazze cianotiche a rete della cute che interessano prevalentemente le cosce, talvolta il dorso - conosciuta come "pelle a mortadella").
Ogni medico avrà sentito dire “ho sempre le mani fredde, sarà la circolazione”: si tratta dell’acrorigosi.
Questi disturbi, sebbene fastidiosi, di solito hanno carattere di benignità, tuttavia vanno attentamente inquadrati e diagnosticati perché possono essere confusi, essere prodromici o sintomi di patologie sistemiche anche rilevanti e degenerative, quali insufficienza renale, cardiaca o demenza, oncologiche e soprattutto immunitarie.
Il Fenomeno di Raynaud
Tipico esempio ne è il fenomeno di Raynaud, più frequente acro sindrome parrossistica che arriva ad interessare il 3,5-4% della popolazione generale. Si caratterizza per la comparsa di cambiamento di colorito delle dita in rapporto all’esposizione a basse temperature o a stress emotivi.
Le tre fasi (Bandiera Francese)
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1
Fase Pallida Vasocostrizione - "il dito pallido e freddo come morto"
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2
Fase Blu Cianosi da accumulo di anidride carbonica
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3
Fase Rossa Ripresa della circolazione sanguigna
Il Fenomeno di Raynaud può essere il campanello d’allarme della temibile Sclerosi Sistemica, severa malattia autoimmunitaria.
La prevenzione è chiave
Per questo nel XXII congresso regionale SIAPAV abbiamo lanciato lo slogan:
"Una capillaroscopia per ogni fenomeno di Raynaud"
Un esame non invasivo che permette di vedere i capillari e riconoscere precocemente i segni di evoluzione verso forme patogene.
Cosa fare? Trattamento e Consigli
Il segreto, oltre l’uso di farmaci, di pomate barriera e protettive o ad effetto termico, è evitare di mettere sotto stress il sistema di regolazione della circolazione.
- Evitare gli sbalzi di temperatura bruschi
- Evitare le docce bollenti
- No alle borse d’acqua calda dirette
- Evitare il calore diretto di camini o termosifoni
Il prossimo regalo? Un bel paio di guanti in pelle o un copricapo avvolgente, possibilmente glamour!
Articolo pubblicato sull’editoriale di Ciociaria Oggi.
Dr. Alessandro Ricci
Specialista in Angiologia